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Il sistema periodico di Primo Levi

L'ho finito in montagna, ieri sera, e l'ho trovato davvero , non esagero, il libro più bello che ho letto negli ultimi anni.

Perciò non voglio perderlo, non l'ho neppure lasciato in montagna, dove mi sono ripromessa di lasciare tutti i libri che finisco di leggere quando sono su, anche per alleggerire un pò la mia libreria straripante di libri, quaggiù in città.

L'ho portato giù anche perchè voglio averlo a portata di mano.Da una parte non mi spiego perchè abbia aspettato tanto a leggerlo e dall'altra sono contenta di averlo letto adesso, così non andrà facilmente nel dimenticatoio, come molti libri, anche bellissimi, letti molti anni fa.

Forse non volevo leggerlo perchè temevo che fosse un elenco chimico specialistico e noioso: non ho un gran rapporto con la chimica, pur avendo una formazione scientifica e una laurea in matematica, la chimica, è sempre stata un pò una sconosciuta, affascinante ma lontana dai miei studi e dai miei interessi.Eppure leggendo il libro di Levi mi sono accorta che avrei fatto meglio a coltivarla di più, riesce anche a fare questo.

Ma il libro mi è piaciuto tantissimo per altri motivi, che non quelli di un interesse scientifico trascurato: perchè le storie degli elementi sono delle storie filosofiche bellissime, perchè ho trovato pensieri e parole ricchi di significati culturali che vanno molto al di là degli elementi, o forse semplicemente perchè mi sono riconosciuta in una scrittura_pensiero, che riesce a rendere conto di sè della propria storia e soprattutto mi sono riconosciuta in questo...e uso le parole dello stesso Levi, intervistato da Philip Roth

..."Sono convinto che l'uomo normale è biologicamente costruito per un'attività diretta a un fine, e che l'ozio, o il lavoro senza scopo....provoca sofferenza e atrofia.Nel mio caso e in quello del mio alter ego Faussone, il lavoro si identifica con il problem solving, il risolvere problemi.

Ma ad Auschwitz,ho notato spesso un fenomeno curioso: il bisogno del "lavoro ben fatto" è talmente radicato da spingere a fare bene anche il lavoro imposto, schiavistico.Il muratore italiano che mi ha salvato la vita, portandomi cibo di nascosto per sei mesi, detestava i tedeschi, il loro cibo, la loro lingua, la loro guerra; ma quando lo mettevano a tirar su muri, li faceva dritti e solidi, non per obbedienza ma per dignità professionale".

http://www.ibs.it/code/9788806175016/levi-primo/sistema-periodico.

Pubblicato il 4/4/2011 alle 17.43 nella rubrica Diario.

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